I mercati lottano insieme alla  politica contro la pandemia

E’ ormai consuetudine da parte di tutti  di definire i dati  finanziari ed economici come quelli del "nel secondo dopoguerra". Ciò è avvenuto velocemente  mentre la pandemia COVID-19 si stava diffondendo in tutto il mondo, sconvolgendolo come la seconda guerra mondiale.

La natura di questo shock globale ha tre dimensioni importanti: 1) le evidenti implicazioni epidemiologiche, 2) l’improvvisa conversione in liquidità dei mercati finanziari, simile a ciò che successe durante l’ultima crisi finanziaria globale, e 3) l’"arresto improvviso" dell'attività economica per rallentare il contagio.

E se questi problemi non fossero già sufficienti per il mondo, l'Arabia Saudita e la Russia hanno deciso all'inizio di marzo di iniziare una guerra globale dei prezzi nel mercato petrolifero. Alla fine del primo trimestre, il prezzo del greggio WTI (West Texas Intermediate) è sceso sotto i $ 20 al barile.

La maggior parte delle case di gestione sono arrivate ​​al 2020 con una chiara posizione difensiva della loro asset allocation e mantengono questa posizione anche ora che stiamo entrando  nel secondo trimestre.

Riassumiamo qualche considerazione su ciò che potrà accadere nelle prossime settimane e che potrebbe alterare questa visione difensiva.

 

Un impatto sul mercato senza precedenti

Il danno finanziario arrecato alle attività a rischio a partire da fine febbraio è sconcertante. L'inizio di un mercato ribassista (fino -20%) dei principali indici mondiali ha richiesto solo 16 giorni di borsa. E’ quasi il doppio della discesa più rapida di sempre che è avvenuta nel settembre del 1929. Con un calo in un giorno di quasi il 12%, il 16 marzo è stato il terzo peggiore nella storia dell'indice S&P 500. Abbiamo vissuto 27 giorni di trading consecutivi senza rendimenti positivi consecutivi. Mentre la pendenza della curva relativa a nuovi casi e decessi da COVID – 19 iniziava ad aumentare esponenzialmente in Europa e negli Stati Uniti, i mercati finanziari si fermavano. I tassi obbligazionari sono aumentati e il finanziamento overnight si è esaurito. Le attività rifugio come l'oro e i Bond a lunga scadenza sono state vendute come richieste di margine e la liquidazione forzata ha indotto gli investitori a vendere ciò che potevano, al contrario di ciò che volevano.

Tutti questi comportamenti sono molto simili a ciò che è accaduto nell'autunno del 2008. Fortunatamente, i responsabili politici sono stati in grado e implementare rapidamente nuove procedre per sbloccare il mercato del finanziamento durante la seconda metà di marzo. La previsione è che la Fed, la BCE e la BoE potrebbero espandere i loro bilanci di oltre $ 6 trilioni. Con ciò, prevediamo che queste sollecitazioni si normalizzeranno relativamente rapidamente nelle prossime settimane.

 

La politica ha risposto, ma l'effetto che ne deriva  non è ancora chiaro.

I governi hanno riconosciuto la gravità delle varie misure attuate per rallentare la diffusione del virus. Il colpo inferto ai tassi di crescita del PIL e all'occupazione in tutto il mondo per aver bloccato i confini e costretto alla chiusura la maggior parte delle aziende ha richiesto misure di stimolo fiscale simili a quelle attuate dalle economie di guerra. Ad esempio Il pacchetto fiscale statunitense equivale a quasi il 10% del PIL. Altri paesi hanno risposto in linea.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora la domanda chiave per i mercati finanziari è se questi sforzi di stimolo sono abbastanza grandi da compensare l'enorme shock negativo che ha coinvolto l'attività e l'occupazione. I leader del governo USA stanno già discutendo una quarta misura, incentrata sulla spesa per le infrastrutture, che potrebbe aggiungere altri 2 trilioni di dollari di stimolo.

 

Questa incertezza è offuscata da molte incognite riguardo al virus stesso. Non sappiamo ancora se i paesi che inizialmente hanno avuto successo nelle loro strategie di contenimento più draconiane sperimenteranno una seconda ondata di infezioni mentre "tornano al lavoro". L'analisi delle strategie è complicata. Vi è una grande dispersione nelle misure specifiche messe in atto nei vari paesi e vari ritardi nella loro sequenza temporale. E mentre la dimensione della risposta fiscale negli Stati Uniti è estremamente ampia e ragionevolmente ben mirata, rimane da capire se il suo lancio è abbastanza veloce e costruito correttamente. Il suo obiettivo è quello di contenere la perdita di posti di lavoro in grandi settori economici, nel settore dei servizi e nelle piccole imprese che hanno risentito maggiormente del fatto di "rimanere a casa". Fino a quando non viene trovato una cura efficace o un vaccino, l'idea di una vita quotidiana che ritorni alla "normalità", per non parlare dell'apertura dei confini e della ripresa dei voli, sembra solo una speranza nel breve termine.

 

Tuttavia, i mercati guardano al futuro, quindi ila nostra visione per il secondo trimestre è la seguente. Riteniamo che, in primo luogo, che i mercati debbano essere stabilizzati e la liquidità presente nei mercati del credito debba normalizzarsi. Le prove avute su questo fronte negli ultimi giorni di negoziazione a marzo sono state incoraggianti. Successivamente, è necessario diffondere lo stimolo al settore aziendale, alle piccole imprese e ai lavoratori disoccupati. Le Amministrazioni statali hanno impiegato molto tempo per agire, ma in molti paesi, anche quel processo sembra essere in corso. Tuttavia, sofferenza economica, bassi ricavi e insolvenza mettono a rischio le attività e quindi piuttosto che avere davanti un'immagine  chiara e definita è come se vedessimo un mosaico.

 

Entriamo nel secondo trimestre con una ragionevole quantità di investitori che si sono arresi agli eventi ma  nonostante le vendite la situazione non è ancora matura per aggiungere rischio ai portafogli. Prevediamo inoltre che questo fase del mercato  del credito, anche se la sua sequenza temporale è più compressa rispetto ai cicli precedenti, probabilmente seguirà il modello in cui i mercati del credito si riprendono prima dei mercati azionari. Infine, con così tante aziende farmaceutiche e biotecnologiche al mondo che lavorano ora instancabilmente per sconfiggere questo nemico comune, riteniamo che qualsiasi progresso sul lato medico di quello che è in definitiva un principalmente problema sanitario fornirà un segnale affinchè i portafogli siano nuovamente riequilibrati.

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